Museo della Valle dell’Idice

 

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Via Croce di Prunaro, 21 Budrio (BO)

info@museodellavalledellidice.it

www.museodellavalledellidice.it

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Il Museo è aperto solo in occasione di eventi/manifestazioni pubblicizzate sul loro sito

www.museodellavalledellidice.it

Per visite extra manifestazioni di gruppi si prega di contattare il museo  all’indirizzo e-mail: info@museodellavalledellidice.it

 

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non ci sono eventi in programma

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http://www.comune.budrio.bo.it/contenuti.php?t=cultura&id=138&ref=1

http://www.museodellavalledellidice.it/

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[su_gmap width=”320″ height=”200″ address=”Via Croce di Prunaro 21 Budrio Bo Italy”]

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Il MUSEO DELLA VALLE DELL’IDICE è stato inaugurato il 3 novembre 2001 ed è retto, per l’attività culturale ed amministrativa, dalla Fondazione Cervellati; questa è una originale istituzione che si è concretizzata grazie alla convergenza di pubblico, il Comune di Budrio, e il privato, la famiglia di Sante Cervellati; è collocato in un edificio scolastico, realizzato nel 1922 e dismesso negli anni ottanta: pregiato da uno stile neo-rinascimentale, ricco di ornamenti; già nella denominazione emerge una attenzione territoriale che -non intesa come un recinto esclusivo- pone il focus dell’interesse culturale sulle risorse territoriali, luoghi e protagonisti singoli e collettivi, nelle dinamiche di trasformazioni epocali, nel dialogo tra locale e il contorno, anche il più vasto possibile, se necessario.

Le principali iniziative L’inaugurazione, 3 novembre 2001, fu accompagnata da una mostra, terra e onde, sui mezzi di comunicazione inventati o prodotti da Guglielmo Marconi: l’occasione veniva dalle antenne della stazione radio di Budrio; una intervista a Nerino Rossi, autore e testimone dell’occasione, poneva in risalto il cambimento dal mondo rurale antico verso le rotture e le innovazioni prodotte dai mezzi di comunicazione di massa, la radio in particolare.

La seconda grande mostra è del 9 novembre 2003, aveva per titolo: un cucciolo nel DNA della Ducati; grazie alla collaborazione di Gianluigi Mengoli, attuale responsabile dei motori Ducati, è stato possibile ripercorrere la storia del primo motore di successo della casa bolognese; anche in questo caso un crinale, la guerra, con l’invenzione di un motorino-bicicletta: testimone di una economia in fase di ricostruzione e di cambiamento epocale.

La terza mostra risale all’ 11 dicembre 2004, titolo: le moto vestite; continua il  serial  sulla produzione motoristica della Ducati; ancora con l’apporto di Gianluigi Mengoli e di una koinè di appassionati, collezionisti, autori di imprese o di produzione motoristica che appartengono al “mito del motore” di questa regione e non solo; ancora un cambiamento, una mutazione: l’aggettivo “vestite” sottolinea la produzione di moto per città, scooters, per un pubblico che appartiene a un modo, un ambiente urbano e terziario, molto diverso da quello del cucciolo, ancora rurale o, al più, in procinto di urbanizzarsi; nella occasione si è prodotto un video sul ripristino di un viaggio di una giovane famiglia in scooter anni sessanta.

 

Hardware:

lo spazio espositivo utilizza tre sale che corrispondono alle originarie aule scolastiche; si accompagnano a servizi, deposito del materiale museale, sala di riunioni per la gestione e l’ospitalità dei visitatori, segue un piccolo appartamento di guardiano, i tre livelli, due elevati e un seminterrato sono collegati da un ascensore; il materiale espositivo si caratterizza per un articolato e multimodale sistema espositivo: multivideo (video-wall); proiettori di filmati digitali; schermi al plasma per l’illustrazione delle didascalie e insieme del materiale esposto; acustica ambientale; illuminazione coordinata; oltre a vetrine espositive di tipo tradizionale.